Disciplina e Regole del Dojo

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DISCIPLINA E REGOLE DEL DOJO

  • Il Dojo (luogo della via), è il luogo dove gli Operatori Professionali Shiatsu si riuniscono con il loro Maestro al fine di allenarsi e praticare nell'arte, è tradizionalmente chiamato Dojo  nome adottato anche dalle scuole d'arti marziali dalla nomenclatura Buddhista Zen che identificava con esso la sala destinata al raccoglimento e alla meditazione spirituale. Quindi nel locale deve regnare un’atmosfera attenta e concentrata come si addice ad un luogo di culto.

  • Il Tappeto o Tatami, è l'area centrale (Shiai-Jo) sulla quale lo Shiatsu viene insegnato e praticato in Giappone, è coperta da quelle famose sezioni dette tatami, composte di intrecciature elastiche di paglia di riso o di stuoie di erbe o giunchi che, all'epoca moderna, sono state ormai quasi completamente sostituite da intrecci di filature plastiche. Nei paesi Occidentali, dove questi tatami sono introvabili o costosissimi, questa superficie d'allenamento viene di solito ottenuta utilizzando i tappeti di lotta o di ginnastica.
  • Entrando e uscendo dal Dojo  si esegue di costume un leggero inchino nella direzione dell’Altarino, del Maestro. Questo inchino deriva dal saluto consuetudinario Giapponese in piedi noto sotto il nome di “Ritsurei” che viene eseguito dalla posizione normale detta Shizen Hontai, coi piedi ravvicinati e col tronco piegato leggermente in avanti, le dita delle mani che toccano leggermente e distese la parte frontale delle cosce, oppure si esegue il saluto “Gassho”, congiungendo le mani all'altezza delle spalle, palmo contro palmo, ed effettuando un leggerissimo inchino.  Molti Istruttori raccomandano di non piegarsi troppo in avanti in maniera da far vedere la nuca alle persone che si trovano davanti. Questo saluto va eseguito anche verso l'altro allievo scelto come partner nella pratica evolutiva dei Kata, durante la lezione, in questo caso, entrando e uscendo dal Dojo, l'allievo saluta in direzione dell’immagine di Namikoshi Sensei, Masunaga Sensei e di Vatrini Sensei (kamiza “lato d’onore”), questo per tradizione nel mostrare rispetto verso i Fondatori dello Shiatsu.
  • Nel Dojo sono ammesse soltanto persone concentrate che intendono praticare il Do (Via), continuando lo Za-zen e  lo Masunami-Zen, l’Allievo di Shiatsu deve lasciare fuori dal Dojo i suoi problemi quotidiani, altrimenti questi distoglieranno dalla propria concentrazione, e  nella sala di Pratica e di Meditazione non si parla, non si ride. Evitando  in ogni modo di disturbare la concentrazione generale.
  • La puntualità è categorica.
    Lo svolgimento della lezione inizia sempre rigorosamente negli orari concordati ed è pertanto necessario ritrovarsi nel Dojo prima, e salire sul Tatami pronti per iniziare. Le scarpe o le ciabatte devono essere rimosse e posizionate con cura in fila, o su appositi scaffali se presenti, perdere tempo vestendosi a lezione iniziata non è rispettoso verso il Maestro e i compagni, sempre che il Maestro non ne modifichi gli orari secondo le sue peculiarità.
  • L’Allievo di Shiatsu deve mantenere silenzio e cortesia in tutta l’area del Dojo, mantenere la concentrazione ed il silenzio durante la pratica e la lezione, intervenire con eventuali domande solo e quando il Maestro/Istruttore/Assistente ne danno l'autorizzazione; dovrà sempre portare alle lezioni il materiale didattico e le schede di pratica documentata, dovrà rispettare gli allievi di classe superiore ed accettarne i consigli senza obiezioni. Dal loro canto i praticanti più anziani devono insegnare con cura e con rispetto, evitando atteggiamenti arroganti e di superiorità.
  • L’Allievo di Shiatsu deve mantenere l'ordine e la cura dei materiali che vengono loro messi a disposizione, rispettare e tenere pulito il Dojo, mantenere la concentrazione ed il silenzio durante il lavoro. Se l’allievo volesse avvicinare, attirare l’attenzione o porre una domanda all’Insegnante sul tatami, non dovrà mai richiamare l’attenzione alzando la voce, ma rivolgersi  ai propri Insegnanti a seconda dei casi non per nome ma per con l’appellativo “Maestro o Sensei”  al Maestro, “Hanshi” all’Istruttore, “Senpai” al Braccio dx del Maestro; colui o colei che parla decide o richiama all’ordine per conto del Maestro, attendendo i momenti opportuni, in modo da non interrompere la concentrazione del Maestro e degli altri, ed una volta iniziata la pratica dello Shiatsu, venga liberata la mente da tutto tranne che dalla concentrazione ed i valori impartiti relativi ai principi dello Shiatsu. Questa deve essere praticata con unità di mente e corpo.
  • In Dojo sia se si viene chiamati per un colloquio o per un richiamo, inchinarsi all’inizio e alla fine del colloquio o del richiamo, l'Allievo accetta l'autorità dell'insegnante ed esegue senza discussione il programma in svolgimento ed i suoi aggiornamenti/cambiamenti, e dovrà, per educazione e rispetto, ascoltare sempre attentamente e senza interrompere le spiegazioni rimanendo in una posizione corretta, senza appoggiarsi al muro o ai compagni, stendersi sul tatami, sedere a gambe allungate.
  • Durante la spiegazione del Maestro dovrà guardare e ascoltare solo lui. Se dovessero sorgere domande, dovrà attendere i momenti opportuni in modo da non interrompere bruscamente la lezione e la concentrazione degli altri, e nessuno durante la lezione può fermarsi o lasciare il Dojo senza permesso.
  • Quando l’Istruttore ordina di cambiare compagno/a durante la lezione, si deve ringraziare sia il compagno/a che si lascia, sia il/la nuovo/a con un inchino “Ritsurei”. Mai usare la forza nella pratica per impedire al compagno di eseguire tranquillamente il Kata: il compagno non è un avversario. Le tecniche si imparano attraverso di lui/lei e con lui/lei. Deve essere un piacere essere trattati così come trattare. Ogni movimento nello Shiatsu insegna i principi e lo spirito che devono essere praticati con Cuore e Umiltà, e bisogna aver cura di rendersi conto dell’abilità del compagno/a così da condividere l’esperienza vissuta.
  • L’Allievo di Shiatsu, sia alle lezioni, nel Dojo e a tutte le manifestazioni dovrà  indossare il Kimono o Divisa della Scuola di appartenenza, e solo le donne (per motivi personali o di salute) possono indossare i pantaloni scuri, ed evita di portare: collane, bracciali, orecchini ed orologi, masticare gomme, avere unghie lunghe, e l’igiene personale è particolarmente importante, accertarsi di avere sempre le mani pulite dopo ogni Pratica/Trattamento, di indossare il Kimono pulito, nel rispetto del Dojo, di se stessi e degli altri Allievi/Colleghi. Al termine di ogni Pratica, ordinare e sistemare il materiale della propria postazione così da permettere che la pratica si svolga in un ambiente ordinato, tenendo pulito non solo il tatami, ma all’intera area del Dojo.
  • L’Allievo di Shiatsu dovrà eseguire tutte le ore di Pratica frontale (diverse per ogni singolo livello), di Pratica in Dojo (diversa per ogni singolo livello) e di Pratica documentata (diversa per ogni singolo livello); tutto ciò sulla base del programma di formazione. Vedi: REGOLAMENTO: PROVVEDIMENTI RELATIVI AL PROGRAMMA DI FORMAZIONE.
  • L’allievo di Shiatsu deve essere gentile ed equilibrato nella vita quotidiana, essere riservati, giudiziosi ed eseguire un’etica comportamentale in tutte le cose che perseguirà. Non si deve dimenticare lo spirito del “Kyokushin” tenere la testa bassa (modesto), gli occhi in alto (ambizioso), riservato nel parlare (facendo attenzione a ciò che si dice), generoso nel cuore (trattare gli altri con rispetto gentilezza e cortesia).
  • L’Allievo di Shiatsu si adegua ad eventuali provvedimenti disciplinari che possano rendersi indispensabili per il sereno svolgersi della pratica lavorativa.
    Vedi: REGOLAMENTO.”